4.13.2017

LA CASA DEI FANTASMI - John Boyne || Recensione


Ma solo a me la pupetta anemica nella copertina ricorda Blair Waldorf?
Giuro di averla fissata per ore.
" Coincidenze? Io non credo!"  Cit. Adam Kadmon

TRAMA IN BREVE:  Dopo la morte del padre, Eliza, rimasta sola, decide di accettare un posto di lavoro come istitutrice nel Norfolk.  Arrivata a  Gaudin Hall scoprirà che quell'inquientantissima casa e abitata soltanto da due bambini. Mentre cerca di dare un senso a questo mistero, strane cose cominciano ad accadere. 
Cosa mi è piaciuto:

  • Lo stile. La scrittura è molto piacevole. John Boyne, non per niente, è lo stesso scrittore de Il bambino con il pigiamo a righe e l' ho trovato davvero molto credibile nel narrare il libro interamente da un punto di vista femminile.  
  • La casa. Da amante degli horror penso che non ci sia niente di più paurosamente attraente di una bella casa infestata. Eliza, infatti, dopo la morte del padre accetta di lavorare come educatrice presso Gaudin Hall, un' abitazione enorme, diroccata e parecchio inquietante. E per non farci mancare nulla questa "casetta" è anche piuttosto lontana dal resto della cittadina. Insomma, perfetta come base per qualsiasi storia dell' orrore che si rispetti! 
  • Eliza. Devo dirlo, Eliza non è un personaggio eclatante. Spesso l'ho trovata troppo deprimente nei confronti della sua "non bellezza" e dei suoi ripetitivi pensieri su come non sarebbe mai riuscita a trovare un marito per questo motivo, così come non sono riuscita a capire alcuni suoi comportamenti, ma rimane pur sempre una protagonista molto matura, amorevole, e incredibilmente moderna per il periodo in cui vive. Quindi sì, mi è abbastanza piaciuta. Ma non mi ricorderò di lei a lungo. 
  • Tanti riferimenti a Jane Eyre. Jane Eyre è sicuramente fra i miei cinque romanzi preferiti. Conosco il libro a memoria e penso di aver visto tutte le trasportazione cinematografiche realizzate dal Medioevo a oggi. Sono stata felicissima, quindi, di riscontrare diversi riferimenti a questo libro. A partire dai più evidenti come l' essere orfana, il lavorare come istitutrice in una casa inquietante e piena di misteri, fino ad arrivare ad una vera e propria somiglianza nello stile narrativo.
  • Il finale. Penso che questo libro abbia due tipi di finale: la conclusione del "mistero" e la conclusione vera e propria. Sulla prima non vi voglio dire molto, anche se in realtà non avrei davvero molto da dire visto che non mi ha presa tantissimo. L'autore, infatti, ci aveva già dato tutti gli elementi per scoprire il mistero in maniera troppo evidente e non è stato molto difficile capire come si sarebbe tutto "sistemato". Ma il finale vero (l' ultima pagina) mi ha completamente stregata. Sarete contenti e sollevati perché finalmente tutto è finito...e poi tac. Ci rimarrete di stucco. E vorrete leggere il secondo. Ma non c' è. E ci rimarrete ancora più di stucco.


Cosa non mi è piaciuto:

  • Il mistero deludente. Non posso, per ovvi motivi, dire che cosa si nasconde in quella casa, né qual è il motivo per cui all'arrivo di Elize i bambini sono senza la presenza dei genitori, ma lo capirete presto. L' autore infatti neanche a metà della storia ci ha già detto troppi particolari ed è veramente semplice arrivare alla conclusione. Anzi, aggiungo che, per quanto mi riguarda, la soluzione era talmente ovvia che pensavo sarebbe accaduto di sicuro un colpo di scena a smentire le mie supposizioni, ma niente. Inoltre credo che i protagonisti coinvolti in questo mistero avrebbero avuto bisogno di maggior approfondimento.
  • Eliza ha raramente paura. Non passano che poche ore dal suo arrivo a Gaudin Hall che la presenza che infesta la casa inizia a "darle fastidio". E Eliza ha paura, ma non una paura vera e propria. Questa presenza le cattura i piedi nel letto, cerca di buttarla giù da una finestra, si nasconde dietro alle tende... e lei che fa...  continua tranquillamente a stare in quella casa, e soprattutto a dormirci, e non si caga addosso come farebbe qualsiasi comune mortale. Badate bene, non c'è niente di male in una protagonista molto coraggiosa, ma per far si che in una storia dell' orrore il lettore provi un minimo di inquietudine è essenziale che i protagonisti stessi provino paura, almeno all' inizio.
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IN CONCLUSIONE:  Essendo una grande amante del genere se dovessi valutare il libro esclusivamente per il lato pauroso non credo gli concederei più di tre stelline. Come ho già detto, infatti, non viene creata una giusta suspense per renderci partecipi del mistero, ma siccome ci sono altri elementi in questa storia, devo dire che guardandola nella sua totalità ne sono rimasta piuttosto contenta. Quindi, sì, se cercate un romanzo oscuro e ben scritto, leggetelo assolutamente!  VALUTAZIONE: ★★★ /5
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E voi,  avete letto questo romanzo? Fatemi sapere.

  Tante buone letture! Restate collegati. 
Vostra, Marty.